Chivu beffa l'Inter coi cambi: 2-2 al Tardini, crollo nerazzurro nella ripresa

L'Inter è chiamata a lasciare da parte per 90 minuti le distrazioni di Coppa, riferendosi al derby di Coppa Italia ma ancor di più ai quarti di Champions col Bayern, per provare ad allungare almeno provvisoriamente sul Napoli (che scenderà in campo lunedì a Bologna). I nerazzurri fanno visita al Parma di Chivu, certo non un avversario qualsiasi dati i trascorsi milanesi da calciatore, dal 2007 al 2014. Torna Lautaro ed è il primo a provarci: destro al volo su cross di Bastoni, alto e non di poco. Suzuki blocca poi il colpo di testa di Bisseck, pericoloso poi anche con un destro al volo su cross di Dimarco.
L'occasione più grande è però per il Parma, contropiede rapido concluso da Bonny: salva tutto Sommer, evitando un gol fatto. Passa l'Inter al quarto d'ora: sinistro di Darmian sugli sviluppi di un cross rasoterra di Dimarco, dopo un retropassaggio avventato di Hernani. Al 20' ancora una grande occasione gialloblù: destro di Bonny e di nuovo un riflesso clamoroso di Sommer a deviare in corner. Lotta aperta tra portieri: Suzuki è reattivo su Lautaro, troppo morbido al momento del tiro dalla breve distanza. A fine primo tempo arriva il 2-0: Mkhitaryan serve Thuram che cicca il pallone, ne esce una sorta di pallonetto che beffa Suzuki al 45'.
Il Parma rientra bene in campo nella ripresa e trova anche il gol: Bernabé riapre la partita al 60', un sinistro velenoso da fuori area che beffa Sommer. Un Parma rinato e ridisegnato da Chivu attacca ancora e completa la rimonta: Pellegrino tiene su il pallone, serve Ondrejka che col sinistro trova una deviazione che beffa Sommer al 70' per il 2-2. L'Inter prova il tutto per tutto, dentro Arnautovic per Asllani, ma le occasioni dell'austriaco e di Bisseck non si tramutano in gol: pari che sa di sconfitta per l'Inter, possibile assist al Napoli in una corta Scudetto che resta aperta.
La chiave tattica
Asllani come previsto si posiziona in regia, con Calhanoglu mezzala, ciò che sorprende è invece il modulo del Parma: 3-5-2 a specchio, ricalcando dunque l'assetto nerazzurro e sfruttando Almqvist come quinto. Possesso di qualità per i nerazzurri e scambi di prima, la difesa gialloblù resta bassa e controlla a vista Thuram e Lautaro. I Ducali dal canto loro si affidano alle ripartenze, provando ad andare in verticale e di approfittare degli spazi lasciati dai nerazzurri. Ritmi alti e ribaltamenti di fronte: il vantaggio nerazzurro dà l'impressione di poter indirizzare il match ma le ripartenze emiliane restano efficaci, Chivu dal canto proprio chiede invano un gioco più ragionato. Sul finire del primo tempo i ritmi calano e l'Inter gestisce il vantaggio, trovando poi anche il raddoppio in modo fortunoso (pensando alla dinamica dell'azione).
Nella ripresa Chivu punta sull'attacco pesante, inserendo anche Pellegrino accanto a Bonny, e il Parma prova ad aumentare la pressione a caccia della rimonta. L'Inter, dopo il raddoppio, ha ancora meno interesse a giocare su ritmi alti e mira dunque a gestire il risultato andando però in affanno (con un Parma rivoluzionato negli uomini già al 55'). Il gol galvanizza un Parma aggressivo e capace di chiudere l'Inter nella sua trequarti, copione diverso rispetto al primo tempo, come dimostra poi la rimonta completata da Ondrejka: decisivi i cambi di Chivu, capace di rivoluzionare la sfida poco dopo l'intervallo. Nel finale l'Inter prova a riprendersi, a caccia di tre punti fondamentali, il Parma dal canto proprio si chiude a difesa di un punto prezioso (cercando anche l'impresa in contropiede).
L'episodio del match
Il Parma pare poter arrivare all'intervallo sotto di un solo gol, restando dunque aggrappato alla partita nella ripresa, ma la rete di Thuram a pochi istanti dalla fine del primo tempo sembra avere tutte le carte in regola per chiudere i conti già al 45'. Chivu però non ci sta e, di fatto, cambia l'inerzia del match coi suoi cambi: le reti sono di due nuovi entrati, Bernabé e Ondrejka, ma al di là dei marcatori è evidente che il copione della sfida si ribalti in modo evidente grazie all'intervento del tecnico gialloblù (compreso l'inserimento di Pellegrino). Non si sottolinea dunque un singolo episodio ma, nel complesso, i cambi operati da Chivu.
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