Come cambierà la strategia di mercato dell'Inter dopo le parole di Marotta?
Di Marco Deiana

L'Inter si prepara ad iniziare un nuovo percorso. Si può dire che a breve inizierà un nuovo ciclo per il club nerazzurro. E la conferma è arrivata dall'Assemblea dei Soci, che ha portato a qualche cambiamento all'interno del Consiglio di Amministrazione (dovuto anche all'addio di Alessandro Antonello), con le parole del presidente a Amministratore Delegato unico Beppe Marotta. Il numero 1 nerazzurro ha spiegato come dovrebbe cambiare la strategia sportiva della società su richiesta della proprietà Oaktree.
"Il modello di riferimento sarà leggermente modificato in quanto la filosofia della società è di tornare ad investire sui profili giovani che garantiscano asset patrimoniale e che possano dare un apporto di qualità a questa squadra di valori importanti. Ormai ho imparato a valutare che tutte le società italiane devono ricorrere al player trading, sfruttare i trasferimenti anche in chiave vendita per generare le giuste plusvalenze e raggiungere quel concetto di sostenibilità economica".
"Possiamo investire di sicuro, ma non possiamo escludere operazioni in uscita nella logica di dare la giusta importanza alla rosa futura e anche nell'ottica di far quadrare quelli che sono i numeri nelle valutazioni di bilancio. L'età media in Champions League si è abbassata ed è logico adeguarsi. Non significa che i nostri senatori vengano esclusi, valuteremo tutte le posizioni".
"Cambiare il modello non significa che vengano meno gli obiettivi. Quando si parla di Inter si parla di una società che ha nel DNA il verbo vincere".
Quindi come cambierà il modo di operare sul mercato dell'Inter? Sicuramente uno dei primi obiettivi della dirigenza nerazzurra sarà quella di abbattere il monte ingaggi da circa 140 milioni di euro lordi l'anno, portandola più vicina ai 100 milioni l'anno, cercando di mantenere la competitività della squadra. Una delle prime mosse sarà quella di liberarsi dei giocatori fuori dal progetto tecnico e con ingaggi pesanti, a seguire si proveranno a piazzare i calciatori più in là con l'età e con ingaggi importanti. Un caso è quello dei rinnovo di Stefan de Vrij e Francesco Acerbi (l'Inter ha l'opzione per il rinnovo automatico per un'altra stagione): con la nuova strategia la dirigenza potrebbe pensare di liberarsi di entrambi, ma andando a guardare gli ingaggi l'olandese costa circa 7 milioni di euro lordi contro i quasi 3 milioni lordi dell'italiano - che però ha tre anni in più (33 contro 36). Si valuterà più l'aspetto economico o quello anagrafico?
Un (ex) punto fermo come Hakan Calhanoglu non è più incedibile. Raggiunti i 30 anni, l'Inter valuterà con attenzione ogni offerta per il centrocampista turco per poi investire il ricavato nell'acquisto di un sostituto più giovane. Oltretutto la cessione dell'ex Milan garantirebbe una plusvalenza quasi totale essendo arrivato a parametro zero proprio dai cugini rossoneri. Tra i 30enni in uscita potrebbero esserci Mehdi Taremi, Marko Arnautovic e Piotr Zielinski, che pesano annualmente - con i loro ingaggi lordi - rispettivamente 5,5 milioni, 4,5 milioni e 8,3 milioni di euro. Se il nuovo corso deve portare ad abbassare l'età media con un occhio al bilancio, questi tre calciatori rischiano di dover lasciare il club. Da valutare invece la posizione di Sommer, che potrebbe disputare un'altra stagione e poi lasciare l'Inter a fine contratto (in scadenza nel 2026). L'ingaggio lordo del portiere svizzero supera di poco i 3 milioni l'anno.
L'ipotesi di una cessione di pezzi da novanta come Lautaro Martinez, Nicolò Barella, Alessandro Bastoni, Marcus Thuram e Federico Dimarco non è da escludere ma appare effettivamente molto complicata, considerando l'intenzione di mantenere competitiva la formazione nerazzurra. Sicuramente davanti ad una eventuale offerta shock per uno dei pilastri interisti, la dirigenza valuterebbe - insieme al calciatore - come muoversi, piuttosto che respingere ad occhi chiusi qualsiasi proposta.
In entrata l'Inter dovrebbe dire addio (o quasi) ai colpi a parametro zero. Di parametro zero infatti - spesso - hanno solamente la formula di trasferimento, ma tra spese di commissioni e ingaggi più alti (proprio in virtù dello status di svincolato) non sempre si rivelano - almeno economicamente - degli affari.
Inoltre la nascita della seconda squadra - a patto che riesca a trovare posto in Serie C (non è scontato) - permetterà all'Inter di crescere in casa i talenti, evitando di cederli in giro per l'Italia perdendo il controllo con l'avanzare degli anni. Questo garantirà alla società di avere nel giro della prima squadra almeno 2-3 (se non di più) giocatori cresciuti in casa, abbattendo monte ingaggi e età media della rosa. Gli investimenti economici invece saranno dedicati ai giovani (salvo sorprese non ci sarà un futuro acquisto in stile Arnautovic, pagato 10 milioni di euro da over 32).
Questa, stando alle parole di Beppe Marotta, potrebbe essere la strategia futura del mercato dell'Inter.
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