Il sogno Triplete, lo stadio e il mercato dell'Inter: le parole di Marotta

Giuseppe Marotta
Giuseppe Marotta / Image Photo Agency/GettyImages
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Con la semifinale d'andata di Coppa Italia ha preso ufficialmente il via l'aprile di fuoco in cui si deciderà la stagione dell'Inter. I nerazzurri si trovano infatti in corsa in tre competizioni, alimentando il sogno Tiplete dei tifosi. Una suggestione di cui ha parlato il presidente nerazzurro Beppe Marotta nell'intervista concessa a Sport Mediaset prima dell'inizio del derby, dove ha anche fatto il punto sulla questione stadio e sul mercato in vista del Mondiale per Club.

Sul sogno Triplete:
"Io non parlo di Triplete, dico che l’obiettivo era essere presente a questi tre avvenimenti, campionato, Coppa Italia e Champions League. Ci siamo, stasera (ieri, ndr) inizia la prima parte di un test che nel ritorno deciderà la finalista. Siamo consapevoli di poter recitare il ruolo di protagonisti. Il sindaco Sala ha detto che devo pensare a vincere lo Scudetto? Risposta facile: il mio scetticismo non era legato al progetto, ma al gap che passa tra i nostri club e l’Europa. Solo 2 stadi nuovi su 150 sono stati costruiti in Italia".

Sul tema stadio:
"Il Ministro Abodi sta per nominare un commissario ad hoc per gli stadi. Non volevo urtare il sindaco per questo discorso pieno di difficoltà. Poi al sindaco dico che non vogliamo vincere solo lo Scudetto ma anche la Coppa Italia. Contenti di essere in corsa su tutti i fronti o preferirei imboccare una strada? Vorrei imboccare tutte le strade, la storia del club dice che dobbiamo essere protagonisti. Non escluderei questa competizione a discapito di un’altra. Oggi ringrazio l’area tecnica perché questo risultato è frutto della cultura del lavoro e del senso di appartenenza, valori importanti nel calcio di oggi".

La rosa dell'Inter sarà più profonda per il Mondiale per Club?
"Tutti gli addetti ai lavori stanno valutando la rosa da impostare, tra Fair Play Finanziario e calendario ricco di impegni. Oggi è un calcio di maggiore intensità, con contrasti ad alta velocità e con un numero alto di infortuni muscolari. Il fisico non può reggere tutte queste partite, bisogna usare buonsenso tra club e Federazioni per un calendario più armonizzato".

Il calendario troppo fitto e Paratici al Milan:
"Il calcio oggi è molto più veloce e dinamico. Se aggiungiamo gli infortuni traumatici a quelli muscolari, si può immaginare che le rose delle grandi squadre dovrebbero essere più ampie rispetto a quelle attuali. Gli impegni sono troppi, se poi mettiamo anche le nazionali, gli infortuni rischiano davvero di essere troppi. Che effetto mi farebbe Paratici al Milan? Nessunissimo effetto, è una cosa che non mi riguarda. Ci penserà il Milan e sceglieranno al meglio".


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