Italia dai due volti a Dortmund, incubo e reazione: 3-3 con la Germania ma non basta

Missione rimonta dopo la sconfitta di San Siro, l'Italia spera di replicare passate imprese realizzate in una Dortmund che storicamente rappresenta un vero e proprio fortino per la Germania: gli Azzurri di Spalletti mirano alla Final Four di Nations League e, al contempo, conosceranno stasera il loro percorso di qualificazione ai Mondiali (Gruppo A passando il turno, Gruppo I in caso di eliminazione). La Germania parte forte e conclude con Goretzka, sinistro di controbalzo fuori di poco al 2'. Risponde l'Italia e lo fa con un cross di Di Lorenzo: Tah devia in corner e rischia l'autorete. Sugli sviluppi del corner va Barella: destro potente di prima intenzione che finisce alto sulla traversa.
Il predominio tedesco a livello territoriale non si traduce in occasioni nitide al di là di qualche mischia nell'area azzurra: al 26' Donnarumma blocca a terra su un rasoterra di Sané dopo una delle tante azioni manovrate dei tedeschi. Il vantaggio della Germania arriva alla mezzora su rigore: Buongiorno strattona Kleindienst, Kimmich va sul dischetto e segna (nonostante Donnarumma intuisca l'angolo). Germania subito vicina al raddoppio col sempre insidioso Gortezka, colpo di testa alto ma non di molto. Appuntamento solo rinviato col 2-0: prima Donnarumma salva su Kleindienst, poi situazione surreale che vede gli Azzurri protestare con l'arbitro e Musiala appoggiare comodamente in rete su sviluppi di un corner. Vani i tentativi di Maldini e Tonali, al 45' arriva il gol che sembra porre fine al discorso: Kleindienst beffa Di Lorenzo nel gioco aereo e batte Donnarumma (che ci arriva col pallone che ha già superato la linea).
Kean suona la sveglia in avvio di ripresa accorciando le distanze, approfittando di un errore di Sané in appoggio per Kimmich e firmando il 3-1. Il copione della sfida è diverso dal primo tempo, possesso azzurro e Germania che non ha interesse ad alzare il ritmo, limitandosi a gestire: Kean però è scatenato e al 70' sfrutta l'assist del neoentrato Raspadori, fulminando Baumann col destro. Proteste azzurre al 75': Marciniak prima assegna un rigore per fallo di Schlotterbeck su Di Lorenzo, poi va al monitor e cambia la sua decisione in un momento potenzialmente decisivo per riaprire i giochi. Dopo il discusso episodio l'Italia stavola riesce ad andare dal dischetto, sul finire del recupero, e a trovare un tardivo 3-3 con Raspadori: una rete che non evita l'esclusione dell'Italia dalla Nations League e l'inserimento azzurro nel Girone I con Norvegia, Israele, Estonia, Moldova.
La chiave tattica
Valutando le scelte dei CT attirano l'attenzione Di Lorenzo impiegato come quinto e, dall'altra parte, la decisione di Nagelsmann di schierarsi a tre dietro. Germania molto fluida, non dà punti di riferimento e attacca in blocco: pericoloso il pressing tedesco sul possesso azzurro, fin dalla trequarti. L'Italia prova ad affidarsi a scambi di prima, partendo dal basso, per eludere la pressione avversaria e per risalire il campo. Il possesso dal basso degli Azzurri comporta rischi fisiologici e permette alla Germania di approfittare degli errori, anche grazie alla grande intensità espressa dagli uomini di Nagelsmann (ed al mismatch dal punto di vista fisico). Spalletti non vuole lanci lunghi su Kean ma gli Azzurri non trovano altre soluzioni per affacciarsi in avanti e non riescono a partire in contropiede in modo corale (e paradossalmente il rigore tedesco arriva proprio sugli sviluppi di un contropiede).
Dopo il clamoroso blackout che porta al 2-0 l'Italia prova ad alzare il baricentro, nell'ottica di riaprire una partita a cui Kleidienst sembra togliere significato a fine primo tempo col 3-0, ponendo il timbro sul dominio tedesco. Qualche sorprendente errore tedesco in avvio di ripresa, passaggi fuori misura e una distrazione inattesa che permette all'Italia di accorciare, un'Italia più intraprendente anche grazie all'ingresso di Politano (Di Lorenzo si sposta da braccetto). Il gol dà fiducia agli Azzurri e la Germania abbassa il ritmo dopo un gran primo tempo, limitandosi a gestire il vantaggio. Atteggiamento che non paga e permette all'Italia di firmare anche il 3-2, riaprendo il discorso quando tutto sembra compromesso e rimpiangendo chiaramente il rigore revocato da Marciniak per il potenziale pari (arrivato poi alla fine del recupero).
L'episodio della partita
Complesso parlare di episodi quando il dominio di una squadra è indiscusso sotto tutti i punti di vista nella prima frazione, si può in questo senso citare però l'episodio grottesco e inspiegabile che - anche a livello psicologico - racconta la prima frazione da incubo degli Azzurri. Il corner che porta al 2-0, battuto da Kimmich verso l'indisturbato Musiala con l'Italia intenta a protestare, descrive fedelmente l'entità del tracollo azzurro in un primo tempo tale da compromettere le speranze dell'Italia nonostante la grande reazione nella ripresa. Contraccolpo psicologico che si può senz'altro ritrovare anche nel rigore prima assegnato e poi tolto da Marciniak sul 3-2, con tanto di revisione al monitor dopo la chiamata del VAR: rimangono dubbi sull'intervento di Schlotterbeck.
Le pagelle
Germania: Baumann 6; Schlotterbeck 6,5, Rudiger 6,5 (dal 77' Bisseck 6), Tah 5,5; Kimmich 7, Stiller 6,5 (dal 62' Gross 5,5), Goretzka 6,5 (dal 62' Amiri 5,5), Mittelstadt 6,5; Sané 6 (dal 62' Adeyemi 5), Musiala 7 (dal 77' Andrich SV); Kleindienst 7. Commissario tecnico: Julian Nagelsmann.
Italia: Donnarumma 5,5; Gatti 5 (dal 46' Politano 6), Buongiorno 5,5, Bastoni 5,5; Di Lorenzo 6, Barella 5,5, Ricci 5,5 (dall'85' Zaccagni 6), Tonali 5 (dal 68' Raspadori 7), Udogie 5,5; Maldini 4,5 (dal 46' Frattesi 6), Kean 7 (dall'85' Lucca SV). Commissario tecnico: Luciano Spalletti.
Il migliore in campo
Dalla parte azzurra merita senz'altro una menzione un Moise Kean tanto innocuo nel primo tempo, ripreso da Spalletti, quanto cinico e in grado di sfiorare la clamorosa rimonta nella ripresa. Prima approfitta di un errore di Sané e Kimmich, poi sfrutta l'assist di Raspadori e fredda Baumann con un potente destro, dando seguito alle buone cose offerte in viola. Dall'altra parte si sottolinea, soprattutto per il gran primo tempo realizzato, la prova di un Kimmich autore di un gol su rigore e di due assist, sempre nel vivo del gioco e capace di interpretare in modo unico il ruolo di laterale.
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