Svilar spiega il rinnovo che non arriva e rivela le intenzioni sul futuro alla Roma

In ottica futura il nome di Mile Svilar è uno dei più chiacchierati in casa Roma, il portiere si è spesso rilevato decisivo in questa stagione - soprattutto nell'ultimo periodo - e le trattative sul rinnovo stanno regalando qualche grattacapo ai giallorossi. Lo stesso portiere ha parlato ai microfoni del Corriere dello Sport soffermandosi sul rinnovo e sulla volontà di restare nella Capitale, al netto delle voci. Queste le sue parole:
Il rinnovo che non arriva: “Non capisco la fretta, ho un contratto fino al 2027. Non c’è bisogno di fare casino. Sembra che questa vicenda importi più a voi che a me. I soldi contano ma il posto in cui stai bene e in cui vedi un progetto conta di più”.
Se resterà a Roma: “Io spero proprio di sì. lo voglio che sia così al cento per cento e lo vuole anche la mia famiglia. Siamo felicissimi a Roma e alla Roma”.
Le difficoltà iniziali: “Lo avevo messo in preventivo. E non ho niente contro Mourinho che aveva le sue gerarchie e preferiva puntare su Rui Patricio, tra l’altro un ragazzo top che mi ha aiutato anche dopo”.
Il ruolo di DDR: “Daniele è stato l’allenatore più importante della mia vita. Non dimenticherò ciò che ha fatto per me. Sin dalla prima settimana, quando mi comunicò che non avrei giocato ma che credeva in me. In sette anni nessuno mi aveva mai spiegato una decisione tecnica”.
Mai pensato all'addio: “Mai, sapevo che prima o poi il mio momento sarebbe arrivato. Al Benfica qualche volta ho pensato di cambiare, qui no”.
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