Un divario che non si ricuce: l'Argentina domina il Brasile

Un poker che umilia la Seleçao, una differenza di gol mai così alta dal 1963.
Argentina v Brazil - FIFA World Cup 2026 Qualifier
Argentina v Brazil - FIFA World Cup 2026 Qualifier / Marcelo Endelli/GettyImages
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È successo ancora, per la quarta volta negli ultimi cinque confronti dal 2019 ad oggi. Il Brasile si arrende all'Argentina in un 4-1 al Monumental che sancisce ancora la troppa differenza fra l'Albiceleste e la Seleçao. Una differenza così netta che, per quanto riguarda soltanto il risultato finale, non si apprezzava dal 1963, una sequenza di cinque sfide senza successi che non si verificava invece dagli anni '90.

Sembra non esserci luce in fondo al tunnel di un Brasile che non riesce a trovare continuità nonostante le grandi stagioni individuali di molti dei suoi protagonisti, arrendevoli e senza un'idea chiara di cosa fare quando la Seleçao li riunisce in unico undici. È, con un po' di sorpresa, emerso in maniera straziante per i propri tifosi anche ieri sera, in una gara con poco significato per un'Argentina già qualificata matematicamente alla prossima Coppa del Mondo prima del fischio d'inizio. Un'Argentina senza Lionel Messi e Lautaro Martinez, ma ormai tremendamente sapiente nell'approccio e nella gestione di determinate gare.

La classifica per la qualificazione ai Mondiali 2026

31 punti in 14 giornate e un pass strappato con quattro turni d'anticipo. Ancora una volta, l'ennesima dal 2021, l'Argentina ha mostrato con forza la propria superiorità, distanziando tutte le altre di almeno 8 lunghezze e qualificandosi per i prossimi Mondiali con due soste d'anticipo. Diversa la situazione di un Brasile che staziona insieme alle altre a quota 21 punti e che deve guardarsi le spalle. Le prime 6 di questa classifica accederanno direttamente alla Coppa del Mondo 2026, mentre la settima, attualmente il Venezuela, dovrà passare dai Playoff.

  1. Argentina - 31
  2. Ecuador - 23
  3. Uruguay - 21
  4. Brasile - 21
  5. Paraguay - 21
  6. Colombia - 20
  7. Venezuela - 15
  8. Bolivia - 14
  9. Perù - 10
  10. Cile - 10

Il calendario del Brasile per qualificarsi ai Mondiali

  • Ecuador-Brasile
  • Brasile-Paraguay
  • Brasile-Cile
  • Bolivia-Brasile

Cosa sia accaduto nella notte del Monumental non è molto chiaro, ma la Nazionale brasiliana non è certamente entrata in campo convinta delle proprie dichiarazioni prepartita, in particolare quelle polemiche di Raphinha, e l'albiceleste l'ha surclassata subito. Il gol di Julian Alvarez dopo 4 minuti ha messo la strada in salita per Vinicius e compagni, evidenziando anche la scelta discutibile di schierare Murillo al fianco di Marquinhos.

Un vantaggio che ha sciolto completamente i padroni di casa, che hanno continuato a gestire la sfera in maniera impeccabile. Il secondo gol rappresenta una delle reti corali più belle della Scaloneta; un possesso palla che appare in maniera erronea conservativo, simile a quelli che vediamo spesso in situazioni di ampio vantaggio verso fine partita. Invece, si tratta di una lunga preparazione per attirare il pressing avversario fino alla propria area di rigore, e poi spaccare con una verticalizzazione e una conduzione veloce le distanze fra i reparti brasiliani. Il tocco di Enzo Fernandez è il numero 33 di una sequenza che marca in maniera netta anche una differente spensieratezza.

Poi l'errore in impostazione del Cuti Romero a regalare a Matheus Cunha l'opportunità imprevista di accorciare il risultato sul 2-1. Una chances sfruttata bene dall'attaccante del Wolverhampton, in quello che resterà come l'unico tiro in porta della formazione brasiliana, capace di calciare in totale soltanto in 3 occasioni e di produrre 0.12 xG nell'arco di 90 minuti, a fronte di 1.78 xG subiti.

Una differenza netta, ristabilita già nel primo tempo dal guizzo di Alexis Mac Allister grazie a un inserimento e una conclusione perfette sulla palla geniale servita dal collega britannico Enzo Fernandez. Una gara finita prima del tempo, chiusa dal poker festeggiato con immensa gioia da Giuliano Simeone, che ha bagnato nel migliore dei modi il suo primo Clasico del Sudamerica. Poi i classici sfottò, sempre un po' sopra le righe in queste occasioni; dagli screzi sul terreno di gioco, ai palleggi del Dibu Martinez durante la sfida (ammoniti istantaneamente dallo sguardo di Scaloni) fino all'ormai noto 'respeten los rangos' e ai cori nei confronti del bersaglio Raphinha, che aveva provocato la Nazionale albiceleste con parole forti nel prepartita.

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